Il rompi cogl...

È tornato.
Collega di Marito è tornato.
Si è presentato una sera, poco prima delle sette, autoinvitandosi a cena e già questo mi ha fatto decisamente incazzare perché non c’è mai una volta che io e Marito riusciamo a passare cinque secondi in santa pace.
Marito non lo ha mandato via (Marito a volte è deficiente) e così ho dovuto apparecchiare per un altro commensale.

Dopo un bicchiere di vino, Collega ci spiega il motivo della sua improvvisa e non richiesta visita.
La sua nuova compagna, una ventiduenne che sembra uscita da una rivista di moda, lo ha chiamato con affetto “dolcissimo boomer”.

Quindi? Collega di Marito, hai 43 anni e lei ne ha 22. È normale che ti veda vecchio e che ti chiami boomer, perché per lei lo sei.
Semmai sei tu, che hai la tua età, a non doverti mettere con una che potrebbe essere tua figlia.
Vivi per l’età che hai, non per quella che ti piace fingere di avere pur di sfuggire al tempo che passa.
Fai pace con te stesso se ti accetti per quello che sei, e fai anche bella figura davanti agli altri.

È imbarazzante, almeno dal mio punto di vista, vedere un quarantenne che va sempre in giro con i jeans a c**o basso e magliette con immagini di fumetti per bambini stampate sopra.
E no, a un certo punto della vita anche i fumetti, i giochi, le cose da ragazzini si mettono in una teca per collezionisti (o si buttano via) e si cresce.
Si indossa un bel completo da uomo adulto, si frequenta un vernissage, si va al cinema a vedere film “da vecchi”, si va a teatro, si cena in un ristorante e non in un fast food, si parla come farebbe un adulto senza slang da ragazzini.
Perché Peter Pan non lo sei più, ormai hai l’età di Uncino (sempre affascinante e sottovalutato).

Cresci, Collega, cresci. E non ti autoinvitare più.