Dicevo che ho riaperto le porte del blog.
Le avevo chiuse? Sì, certo, perché a un certo punto è arrivata la vita: mi sono laureata, ho trovato il lavoro della mia vita, poi ho perso un caro amico blogger (il cancro è una brutta bestia), è arrivato Giulio detto Marito e infine il trio ENI.
Io e Marito fra l’altro ce ne siamo resi conto solo quando ormai il trittico era completo: prima Edoardo, poi Nora e Iris con il pacchetto gemelline.
Metti in fila le iniziali e vedi che succede.
A un certo punto delle cose, quando ormai l’Era Pannolinica era finita e il mio smartworking fila che è una meraviglia, mi sono trovata con il tempo libero, questo sconosciuto!
Ho ripreso con piacere alcuni contatti, altri invece si erano già spenti da tempo, mi sono fatta aggiornare un po’ su tutto e poi ho scritto.
Il dopo post è stato più che altro un occupati del trio ENI e niente altro.
Finché non mi dicono che Giankactus ha scritto uno dei suoi inutili post.
Avevo sperato che non lo facesse?
No, perché certa gente non cambia.
Al che dico: ma la storia dei clone blogger esiste ancora? Dopo otto anni, dopo tutto quello che è successo a livello di rete, mondiale, locale (il ca**o che volete) c’è ancora qualche deficiente che ci crede?
A quanto pare sì.
Giankactus, ma se tu sei convinto che non hai fatto niente, che scrivi a fare l’ennesimo post “acchiappa commenti” sul tuo blog con tanto di foto del mio post di riapertura? Ma se dici che non te ne frega niente, perché non tiri dritto e non vai avanti con le tue solite cose?
Evidentemente se ti scaldi tanto non è del tutto vero che tu non hai fatto niente e che non te ne frega niente di me, di altre persone, dei blog in generale (come se esistessi solo tu).
Cioè, io devo pensare che tu (o qualche tuo lettore) sia rimasto per otto anni a vedere l’home page del mio blog (e forse quelli di altre persone) per controllare che succedesse qualcosa?
E ora che sono tornata, ecco che arriva il post agghindato di commenti pressoché inutili come il post stesso.
Giankactus, mettiamo in chiaro una cosa: al di là del tuo personaggio inventato finto nerd, della tua corte balorda che ti porti dietro e di quello che scrivi, ma tu pensi sul serio che al resto del mondo (sottoscritta compresa) freghi qualcosa di te?
Se lo pensi, tu hai bisogno di Unobravo. Molto bravo.
Ha ragione Marito, se uno nasce stupido mica muore intelligente.
Le avevo chiuse? Sì, certo, perché a un certo punto è arrivata la vita: mi sono laureata, ho trovato il lavoro della mia vita, poi ho perso un caro amico blogger (il cancro è una brutta bestia), è arrivato Giulio detto Marito e infine il trio ENI.
Io e Marito fra l’altro ce ne siamo resi conto solo quando ormai il trittico era completo: prima Edoardo, poi Nora e Iris con il pacchetto gemelline.
Metti in fila le iniziali e vedi che succede.
A un certo punto delle cose, quando ormai l’Era Pannolinica era finita e il mio smartworking fila che è una meraviglia, mi sono trovata con il tempo libero, questo sconosciuto!
Ho ripreso con piacere alcuni contatti, altri invece si erano già spenti da tempo, mi sono fatta aggiornare un po’ su tutto e poi ho scritto.
Il dopo post è stato più che altro un occupati del trio ENI e niente altro.
Finché non mi dicono che Giankactus ha scritto uno dei suoi inutili post.
Avevo sperato che non lo facesse?
No, perché certa gente non cambia.
Al che dico: ma la storia dei clone blogger esiste ancora? Dopo otto anni, dopo tutto quello che è successo a livello di rete, mondiale, locale (il ca**o che volete) c’è ancora qualche deficiente che ci crede?
A quanto pare sì.
Giankactus, ma se tu sei convinto che non hai fatto niente, che scrivi a fare l’ennesimo post “acchiappa commenti” sul tuo blog con tanto di foto del mio post di riapertura? Ma se dici che non te ne frega niente, perché non tiri dritto e non vai avanti con le tue solite cose?
Evidentemente se ti scaldi tanto non è del tutto vero che tu non hai fatto niente e che non te ne frega niente di me, di altre persone, dei blog in generale (come se esistessi solo tu).
Cioè, io devo pensare che tu (o qualche tuo lettore) sia rimasto per otto anni a vedere l’home page del mio blog (e forse quelli di altre persone) per controllare che succedesse qualcosa?
E ora che sono tornata, ecco che arriva il post agghindato di commenti pressoché inutili come il post stesso.
Giankactus, mettiamo in chiaro una cosa: al di là del tuo personaggio inventato finto nerd, della tua corte balorda che ti porti dietro e di quello che scrivi, ma tu pensi sul serio che al resto del mondo (sottoscritta compresa) freghi qualcosa di te?
Se lo pensi, tu hai bisogno di Unobravo. Molto bravo.
Ha ragione Marito, se uno nasce stupido mica muore intelligente.
