E sono iniziati i nostri dieci giorni di vacanza.
Che poi in realtà sono 30 all’anno ma io e Marito (lui, più che altro, io lavoro da casa e ho un’attività per i fatti miei, quindi sono a posto) li spalmiamo in modo saggio.
La scuola è chiusa, fino quasi a fine agosto, e quindi via.
Via, che parola facile.
Marito vuole una cosa, il trio Eni un’altra, Anana non fa testo perché a lei basta vedere il guinzaglio e non capisce più niente, Mina odia tutti a priori perché è gatta.
Io vorrei solo un po’ di pace e quindi questo inverno me ne andrò in vacanza in una qualche spa e addio a tutti.
E quindi, dove andare? Che vedere?
Siamo in Russia, dico io, mica in un paesino dimenticato e disperso nel nulla: sai quanto c’è da vedere?
Abbiamo passato tutto maggio a discuterne, io e Marito, e alla fine ha detto che ci pensava lui.
Passo giugno con l’ansia, poi ecco che arriva.
Arrivano.
Lui e una tiny house, per dirla all’americana.
Mi chiedo dove l’ha comprata, soprattutto come ci è riuscito senza che me ne sia accorta, e mi dice che lui, Collega e altri due tizi con cui lavora si sono rivolti a una ditta che le fabbrica e si sono fatti fare a testa una tiny.
Tutti zitti, ovviamente, sennò dov’è la sorpresa.
E che tiny, dico io!
Tre camere, tutte con la porta, una cucina completa, bagno con wc che incenerisce, piccolo soggiorno con tv, spazio per il computer così posso lavorare, zona per i pets, un soppalco dove mettere (leggi sbattere) le nostre cose, pannelli solari...
Praticamente un camperone stile Imperiale, il modello preferito di Paolo Bitta.
E quindi questo fine settimana si parte, meta Ladoga e Onega!
Che poi in realtà sono 30 all’anno ma io e Marito (lui, più che altro, io lavoro da casa e ho un’attività per i fatti miei, quindi sono a posto) li spalmiamo in modo saggio.
La scuola è chiusa, fino quasi a fine agosto, e quindi via.
Via, che parola facile.
Marito vuole una cosa, il trio Eni un’altra, Anana non fa testo perché a lei basta vedere il guinzaglio e non capisce più niente, Mina odia tutti a priori perché è gatta.
Io vorrei solo un po’ di pace e quindi questo inverno me ne andrò in vacanza in una qualche spa e addio a tutti.
E quindi, dove andare? Che vedere?
Siamo in Russia, dico io, mica in un paesino dimenticato e disperso nel nulla: sai quanto c’è da vedere?
Abbiamo passato tutto maggio a discuterne, io e Marito, e alla fine ha detto che ci pensava lui.
Passo giugno con l’ansia, poi ecco che arriva.
Arrivano.
Lui e una tiny house, per dirla all’americana.
Mi chiedo dove l’ha comprata, soprattutto come ci è riuscito senza che me ne sia accorta, e mi dice che lui, Collega e altri due tizi con cui lavora si sono rivolti a una ditta che le fabbrica e si sono fatti fare a testa una tiny.
Tutti zitti, ovviamente, sennò dov’è la sorpresa.
E che tiny, dico io!
Tre camere, tutte con la porta, una cucina completa, bagno con wc che incenerisce, piccolo soggiorno con tv, spazio per il computer così posso lavorare, zona per i pets, un soppalco dove mettere (leggi sbattere) le nostre cose, pannelli solari...
Praticamente un camperone stile Imperiale, il modello preferito di Paolo Bitta.
E quindi questo fine settimana si parte, meta Ladoga e Onega!
