lunedì 15 ottobre 2018

Agenzia per i suicidi d’amore

Il posto del passeggero ha detto che si era passati anche ieri di qui.
Riconosco l’insegna che indica (uscita, uscita)
Il posto di guida ha detto che non ci si era passati.

Ha crollato la testa il posto del passeggero
l’auto va tranquilla sul sentiero di montagna.

Anche di qui ieri siamo passati
ricordo l’insegna vicina a quella del Soba Dôraku
Il posto di guida ha detto che non ci si era passati,
e poi quello che ho visto è l’insegna del Soba Sagura
e non del Soba Dôraku.

Ha crollato la testa il posto del passeggero
l’auto va tranquilla sul sentiero di montagna.

Anche di qui ieri siamo passati
riconosco l’insegna dell’agenzia per i suicidi d’amore
quando ho detto che era un albergo
tu mi hai risposto che era un negozio di altari buddisti
hai fermato la macchina
sei entrato nel negozio dicendomi di aspettarti un po’
quando sei uscito avevi con te una bustina
ti chiedo: «Che cos’è?» mi rispondi: «Nulla»
ricordo di aver pensato
se esiste il suicidio collettivo ci sarà anche l’uccidersi insieme per amore
che ieri siamo passati di sicuro per questa strada
ha detto il posto di guida «Sembra che tu ti annoi»
e che forse invento il racconto per la noia del susseguirsi di paesaggi simili.

Ha crollato la testa il posto del passeggero
l’auto va tranquilla sul sentiero di montagna
la montagna è irsuta
i cedri sono piantati fitti
i rampicanti salgono per i loro tronchi
da un tronco all’altro
i rampicanti si avvolgono strettamente fino in alto
ho pensato se avvinghiati in questo modo dagli altri
si stia bene così
se il cedro si sentisse bene così
e fosse felice di essere avvolto
ho pensato «Per l’amore che porta a qualcuno» vorrà dire questo.

Cammina traballando un cane pelle e ossa
una razza a pelo corto di color marrone che si trova nel pet-shop
sarà stato portato sul sedile posteriore di una macchina
e abbandonato sulla montagna
«Cosa gli succederà?»
«Non lo so» ha risposto il posto di guida
Il posto del passeggero ha pensato che morirà.

«Cosa ci succederà d’ora in poi?»
«Dove hai intenzione di portarci?»
Ha detto il posto di guida di non saperlo.

«Fermati perché scendo» ha detto il posto del passeggero
«È imbarazzante stare al posto del passeggero
 se non faccio niente di quello che fa un passeggero
ferma la macchina perché scendo»
ha detto il posto di guida che non deve pensarlo sul serio:
«Anch’io sto al posto di guida quantunque non guidi»
«Però tu guidi»
«Ma no, tengo solo il volante perché la macchina cammina da sola».

Ha crollato la testa il posto del passeggero
l’auto va tranquilla sul sentiero di montagna
Un’auto oscura viene incontro
non c’è nessuno al posto di guida
né al posto del passeggero
«Che vuol dire?» chiede il posto del passeggero
«È il ritorno dopo un suicidio d’amore» ha detto il posto di guida
«quando ci si suicida per amore spariscono i corpi e le figure umane si fanno invisibili»
«Dunque anche noi?
Anche noi correremo come quella macchina dopo esserci uccisi per amore?
correremo invisibili?»
Ha detto il posto di guida «Davvero non ricordi nulla?»
«Cosa?»
«Che ieri siamo andati fino in cima passando di qui
lì, per sbaglio, ci siamo uccisi per amore»
«Ma come? allora c’era anche ieri l’insegna con la scritta ‘uscita, uscita’
ricordavo bene, non è vero?»
Contento di quanto è accaduto, il posto del passeggero
ha pensato che più nulla aveva da rimpiangere
(Toshiko Hirata)

(Egon Schiele - The Embrace, 1917)


10 commenti:

Gus O. ha detto...

Toshiko Hirata (1955), inizialmente si è affermata come una presenza di primo piano tra le poetesse che emersero in Giappone nel 1980. Her poetry collections won her the Contemporary Japanese Poets Prize and the Bansui Poetry Award. Le sue raccolte di poesie lei ha vinto il Contemporary Japanese Poeti Premio e il Premio di Poesia Bansui. She then started writing plays, and from the year 2000 broadened her range further to include prose fiction. Piano sando (Piano Sandwich), her first collection of stories, was published in 2003. Shi nanoka (Seven Days of Poetry), a collection of poems, was awarded the Hagiwara Sakutaro Prize in 2004. Futari nori (Seats Two), her second work of fiction, won the Noma Prize for New Writers. Ha poi iniziato a scrivere per il teatro, e dal 2000 ha ampliato la sua gamma ulteriormente per includere la prosa narrativa. Piano Sando (Piano Sandwich), la sua prima raccolta di racconti, è stato pubblicato nel 2003. Shi nanoka (sette giorni di poesia), una raccolta di poesie, è stato assegnato il Premio Hagiwara Sakutaro nel 2004. Futari nori (Due seggi), il suo secondo lavoro di finzione, ha vinto il Premio Noma per nuovi scrittori.
Abbraccio Elettra.

sinforosa c ha detto...

Un testo davvero singolare. Buona giornata.
sinforosa

Elettra R. ha detto...

@Gus O.
Ma quante cose sai su questa poetessa. Io l'ho scoperta grazie ad un libro di sue poesie che mi è stato regalato da poco. Sono poesie molto belle e particolari.
Ricambio l'abbraccio Gus.

Elettra R. ha detto...

@sinforosa
Visto che il tema della poesia riguarda il suicidio di coppia, più che singolare direi drammatico.
Buona serata!

Lucrezia Ruggeri ha detto...

Ciao Elettra!
Grazie a te e al commento di Gus O. ho scoperto un autore e un tipo di poesia che finora non sapevo nemmeno esistessero.
Grazie mille!

F.A.V. ha detto...

La poesia giapponese, che andava tanto di moda (insieme all'arte) ai tempi degli Impressionisti è tristemente diventata un genere di nicchia.
Peccato perché ci sono davvero dei grandi poeti, o poetesse come in questo caso, che meritano maggiore attenzione.
Ciao!

Sugar Free ha detto...

Una poesia davvero cupa e drammatica, io ce la vedrei bene con un film sempre ambientato in Giappone che parla appunto di una leggendaria foresta che accoglie tutti i suicidi...
Baci!

Elettra R. ha detto...

@Lucrezia Ruggeri
Questa poetessa è stata nuova scoperta anche per me :-)

Elettra R. ha detto...

@F.A.V.
È un vero peccato, in Italia e nel resto del mondo c'è un livello di sottocultura davvero impressionante.

Elettra R. ha detto...

@Sugar Free
Non so se andrebbe bene per un film, questa poesia è perfetta così.
Ciao!