Tutti pronti con i libri, gli zaini, la divisa perfettamente stirata (e io che ci ho lavorato un numero indefinito di ore) per la Festa del Sapere o Den' inani che ci sarà domani, 1 settembre, per onorare l’inizio del nuovo anno scolastico.
Finiti i corsi estivi di metà agosto e i recuperi, inizia infatti un nuovo giro.
E per noi sarà un grande, favoloso anno scolastico!
Finalmente il trio ENI si è allineato e finché Eddie non prenderà il diploma siamo a posto, io e Marito li porteremo (leggi sbatteremo) nello stesso edificio e arrivederci.
Meno stress, meno giri.
E poi le gemelline sono state scelte, proprio perché gemelline e quindi portatrici di fortuna (ma io dico anche di guai) per la cerimonia della Prima Campanella.
Non vedo l’ora, domani, di ammirare le bimbe sulle spalle di due studenti del’ultimo anno delle superiori che suoneranno la campanella per dare inizio all’anno scolastico.
Alla fine so che mi metterò a piangere come una fontana con Marito che trattiene stoicamente le lacrime, mentre le bambine seguiranno Eddie, che stringerà in mano il grosso mazzo di rose che compreremo prima di andare a scuola come regalo al corpo docenti, nel cortile della scuola per cantare l’inno con tutti gli altri studenti e gli insegnanti.
Il tempo passa, il trio ENI cresce.
Io e Marito diventiamo diversamente giovani, ma ancora pieni di cose da fare.
E intanto mi chiedo...
Come mai in Italia non esiste una Festa del Sapere?
Forse perché tutto l’anno esiste una festa sola, quella dell’Ignoranza.
Finiti i corsi estivi di metà agosto e i recuperi, inizia infatti un nuovo giro.
E per noi sarà un grande, favoloso anno scolastico!
Finalmente il trio ENI si è allineato e finché Eddie non prenderà il diploma siamo a posto, io e Marito li porteremo (leggi sbatteremo) nello stesso edificio e arrivederci.
Meno stress, meno giri.
E poi le gemelline sono state scelte, proprio perché gemelline e quindi portatrici di fortuna (ma io dico anche di guai) per la cerimonia della Prima Campanella.
Non vedo l’ora, domani, di ammirare le bimbe sulle spalle di due studenti del’ultimo anno delle superiori che suoneranno la campanella per dare inizio all’anno scolastico.
Alla fine so che mi metterò a piangere come una fontana con Marito che trattiene stoicamente le lacrime, mentre le bambine seguiranno Eddie, che stringerà in mano il grosso mazzo di rose che compreremo prima di andare a scuola come regalo al corpo docenti, nel cortile della scuola per cantare l’inno con tutti gli altri studenti e gli insegnanti.
Il tempo passa, il trio ENI cresce.
Io e Marito diventiamo diversamente giovani, ma ancora pieni di cose da fare.
E intanto mi chiedo...
Come mai in Italia non esiste una Festa del Sapere?
Forse perché tutto l’anno esiste una festa sola, quella dell’Ignoranza.
