“Si sa che la gente dà buoni consigli, sentendosi come Gesù nel Tempio.
Si sa che la gente dà buoni consigli, se non può più dare cattivo
esempio.”
(Fabrizio De André)
Vi siete accorti di quanta gente esiste in questo mondo, virtuale o
reale, che si sente un “sano distributore di consigli”?
Sono persone “dispenser” che si sentono in dovere, anche se nessuno sa
chi li ha investiti di questa missione, di dispensare perle di saggezza come i
distributori dispensano i preservativi: uno dietro l’altro.
Sanno tutto, hanno vissuto ogni cosa, si intendono di qualsiasi
argomento.
Mi capita di incontrare questi dispenser umani ogni giorno,
specialmente sul lavoro, però anche nel mondo dei blogger non si scherza.
Food blogger, fashion blogger, book blogger o semplicemente blogger, in
ciascuna di queste categorie c’è sempre un dispenser di perle di saggezza.
Di recente ne ho letti tre davvero insuperabili.
Il primo era un food blogger che critica quelli che postano le ricette
di piatti preparati da loro perché non va bene ed è poco professionale, ma
d’altra parte sconsiglia anche di mettere foto di piatti prese da libri di
cucina perché c’è il copyright ed è poco originale e quindi dopo un lungo
inutile discorso viene fuori che solo lui può postare perché lui sa come si
posta mettendo le foto dei piatti degli altri.
Il secondo è un guro del blog mentoring con esperienza pluriennale (Dio
ha creato il primo blog dalla sua costola) che dispensa consigli su come
gestire il blog, i commenti (che non vanno mai moderati perché si perde la
fluidità), la grafica, le PR con i follower e poi nei suoi post non conta più
di 5/6 commenti (togliendo i botta e risposta, commenti schietti).
Ed è anche un linguista poliglotta, pensate.
L’altro è un blogger che dice di occuparsi di libri ma di libri in
sostanza non ne parla mai (eccetto una rara e sporadica recensione ogni tanto,
giusto per mostrare che “è sul pezzo”) però critica il lavoro di altri book
blogger (perché non si può segnalare lo stesso libro, perché segnalare non va
bene, perché di qua e perché di là...), critica give away ed altre iniziative
(alle quali però partecipa) e infine dispensa ottimi consigli che consistono
in...
In un bel niente!
Perché questi dispenser sono ECCEZIONALMENTE INUTILI nel sapere sempre
cosa è giusto o sbagliato, cosa è lecito e cosa non lo è quando si tratta degli
altri e alla fine dei conti non sanno fare altro se non rifilare cazzate
gratis.
Frasi fatte, valori aggiunti, pareri non richiesti.
“Parliamone” (stile “doctor is in”) è il loro verbo.
“Fai come faccio io” è il loro credo.
Poi poco importa se le altre persone hanno un modo diverso di concepire
la realtà, se la pensano non come loro e se non sono disposti ad ascoltare
queste perle di saggezza che olezzano di letame.
Loro devono consigliare.
Chissà cosa accadrebbe se rivolgessero su se stessi questa infinita
saggezza che sostengono di possedere...
Intanto, nell’attesa che venga quel giorno, anche io voglio dare un
consiglio a chi dà consigli.
Guardate il video J
