Una volta abbandonato il mondo patinato
dei social, pensavo di essermene liberata per sempre: invece no, questa come
una zecca attaccata al pelo del cane è comparsa nella blogsfera e si è messa
ancora sulla mia strada.
Maremma bucaiola, ‘tte tu vuoi fare la supercazzola a me che son
toscana? Oh bimba, tu abbueggi.
Quindi per ricambiare la cortesia di
cotanto interesse nei miei confronti, ho scritto una filastrocca che dedico alla suddetta
gentildonna.
Caterina
Torpidelli
era la
bambina
dai riccioli
belli,
era la
bambina dell’anch’io
ma anche
quella del so tutto io.
Era quella
del ce l’han tutti con me
e gridava tanto io son migliore di te.
Ora che è
grande non è cambiata
è sempre
la solita bimba viziata,
nel suo
castello tanto bello
lei vuole
questo, lei vuole quello,
vive come
la “Regina di Cuori”
e tutte le
frottole le tira fuori.
E se non
le si crede
le viene
il magone
e invoca l’aiuto
del Principe Azzurrone
che altri
non è che un gran credulone.
La “profumiera”
è la sua vocazione,
ha poco
cervello e nessuna ragione.
Semina
zizzania per raccogliere fiori,
e quando
esagera per lei son dolori.
In segno
di pace offre il mignolino,
io invece
le offro un altro ditino.
Ditino
grande, ditino bello,
resta “Regina”
nel tuo castello.
E
ricordati cara Caterina,
che la
troppa furbizia
ti manderà in rovina.
