È iniziato ai tempi dell’università, perché il mio ateneo aveva una
pagina fb e quindi mi ero dovuta iscrivere per non perdere tutte le notizie o i
cambiamenti delle lezioni, poi la cosa si è decisamente ingigantita quando da
fb sono passata a instagram, pinterest e persino tumblr.
Stando connessa ai social mi sembrava di essere in qualche modo più
visibile, mi sentivo euforica.
Questo stato di cose, però, è durato qualche mese.
Poi sono iniziate le rotture di palle a non finire.
Richiesta di amicizia di gente sconosciuta che si incazzava se veniva
rifiutata, notifiche ogni cinque minuti, pubblicità indesiderate a non finire,
chat che si aprivano a sorpresa e troppa, troppa invadenza accompagnata ad una
buona dose di maleducazione che è qualcosa che davvero non riesco a sopportare.
Quello che prima sembrava un parco delle meraviglie era diventato
un’arena fatta di utenti pronti a tutto per dominare la scena, gente malata di
protagonismo e con un insano desiderio di rompere il caxxo alle altre persone.
Per non parlare del tempo: la mia vita era in gran parte assorbita dai
social.
Poi un giorno Sara mi ha chiesto se ne valeva veramente la pena, se
tutto quel perdere tempo e farsi il fegato amaro per degli emeriti sconosciuti era in fin dei conti davvero necessario per stare bene.
Così ci ho riflettuto sopra e ho deciso che non era assolutamente
necessario.
Che senso aveva perdere tempo, discutere, litigare, essere
continuamente infastiditi solo per avere più visibilità nel mondo dei social?
Nessuno.
Ho chiuso quindi i miei account e mi sono trasferita nella blogsfera,
dove mi sono subito sentita a mio agio perché il blog è un angolo tutto mio che
posso gestire come voglio senza angosce né pressioni, dove posso decidere io
con chi e quando interagire.
Perderò i miei quindici minuti di celebrità?
Certo, poco ma sicuro, ma sinceramente non me ne frega niente.
Meglio avere un piccolo spazio tutto mio senza tanti pensieri che
essere di nuovo risucchiata nel vortice dei social.
