Storie di vita false e tragedie semicomiche


immagine dal web

Piccolo post per una piccola “tragedia” annunciata.
È finalmente arrivato il mio giorno di riposo e mi preparo per andare a fare una passeggiata sul lungomare, quando mi chiama Carlotta e mi propone di prendere un caffè insieme perché è disperata.
Accetto pensando che magari ha di nuovo litigato col suo fidanzato storico.
Invece quando ci ritroviamo al solito bar, la vedo arrivare con due riviste in mano

Avete presente quei magazine mensili o settimanali creati per quelle donne che amano “storie di vita vera”?
Carlotta li adora, ama sognare ad occhi aperti e sperare che un giorno tutto l’universo possa assumere una sfumatura di rosa.

Per farla breve, il dramma di Carlotta era che ha trovato su due magazine diversi la stessa identica storia ma firmata da due autrici diverse.  Coincidenza? Chi lo sa, ma per farla breve vi faccio un sunto del racconto incriminato:
“Una donna sulla quarantina, non più bella come quando aveva vent’anni di meno, che viene tradita dal marito che si sbatte la segretaria sexy e si prende un periodo di pausa per capire se lei e maritino stronzo potranno tornare insieme.
Mentre è al mare con i figli, che hanno stretto amicizia con un altro bambino, conosce il padre del suddetto bambino che è uno strafigo e dopo tanto parlare ci scappa il bacio (non il sesso, che almeno sarebbe stato più credibile).
Da quel bacio lei comprende che un tradimento ci sta, può capitare, e allora perdona il marito (anziché chiamare un avvocato, chiedere il divorzio e levargli pure le mutande di dosso) e lo riprende con sé”.

Di fronte allo sguardo ferito di Carlotta è stato inevitabile cominciare a ridere.
Credetemi, non è stato facile spiegarle che non deve affatto prendersela per una cosa del genere.

Stiamo parlando di magazine, giornali di intrattenimento, mica di testate giornalistiche serie o riviste di divulgazione storiche o scientifiche.
Questi giornali si inventano tutto, dalla a alla zeta, e non c’è niente di male perché la loro funzione è proprio quella di intrattenere le lettrici con storie romantiche che le facciano sognare.
Il problema, cara Carlotta, è tutto tuo perché pensavi che fossero sul serio storie vere.
Certo che no!
Possono essere, forse, ispirati a fatti realmente accaduti ma non sono per niente racconti veri.
È come leggere una fan fiction e pensare che sia una storia reale, assurdo!

Carlotta, anziché disperarti e fare una tragedia degna di Amy March il giorno in cui venne punita a scuola per quelle accidenti di limette, fai di meglio: comprati dei libri romantici (di autrici ce ne sono tantissime: Liala, Danielle Steel, Carragh Sheridan...), almeno sai che le storie che leggi nascono dalla fantasia di chi le scrive e non dalla penna bugiarda di queste dispensatrici di racconti fasulli, ti diverti di più e la fai finita.
Va bene?
Un bacio e stai su perché la storia più bella devi scriverla tu J