L'occupazione secondo Di Maio


L’Italia è un paese con tante leggi, la maggior parte di queste sono buone e altre non lo sono affatto.
Una di quelle destinate a rientrare nell’archivio delle leggi pessime è la geniale idea che Di Maio ha avuto in questi giorni.
Il vicepremier nonché ministro dell’Economia e dello Sviluppo economico e del Lavoro (ma dove caxxo li vanno a prendere i politici italiani?!) ha deciso di fermare la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali.
Una legge che avevamo impiegato anni e anni per averla, eravamo diventati ancora una volta il fanalino di coda dell’UE, se ne andrà a quel paese entro l’anno se nulla cambierà.

Motivo?
Le famiglie si distruggono, se i negozi restano aperti la domenica e i festivi.
In particolare, se i centri commerciali restano aperti.
Eh, si sa, coi negozi aperti si va di meno in chiesa: vero, Di Maio?
Se i ragazzi lavorano (i ragazzi come me, magari, quelli che si sono fatti un culo così a studiare e si sono visti prendere a pesce in faccia) la domenica si sfalda l’armonia della famiglia cristiana italiana.
Poi si offendono tutti: Dio, le famiglie, tu, i politici che ti danno retta e i poveri piccoli commercianti dei negozietti, quelli che non vendono non perché i centri commerciali stanno aperti la domenica e i festivi ma perché vendono la loro mercanzia a prezzi assurdi.
Quindi facciamo chiudere i centri commerciali, i negozi e poi togliamo via altri posti di lavoro che tanto in Italia si naviga nell’oro e nell’abbondanza.

"Ma siamo sicuri che sia una buona idea chiudere i negozi la domenica? Penso proprio di no" afferma il governatore ligure Giovanni Toti su Facebook. "Perché poliziotti, carabinieri, infermieri e medici, giornalisti, guardie giurate, operatori ecologici, chi lavora nei cinema, in albergo, in un ristorante può fare turni festivi e chi lavora in un negozio e in un supermarket no? È una discriminazione doppia". Toti si domanda se "in un Paese dove il tasso di disoccupazione è ben sopra la media europea è normale pensare di perdere tutti questi posti di lavoro? Mentre nel mondo ormai i negozi stanno aperti giorno e notte, da noi si chiudono. E chi dovrebbe venire a investire in Italia? Amici - scrive ancora Toti - questo Paese ha bisogno di più lavoro e meno regole. La povertà non porta la felicità, anche con qualche ora libera in più. Chiedete ai troppi disoccupati che abbiamo".

"12 milioni di italiani fanno acquisti la domenica, e i giorni festivi rappresentano per loro l'unica occasione per dedicarsi allo shopping e alle compere - spiega il presidente Carlo Rienzi - Privarli di tale possibilità attraverso misure che bloccano le aperture domenicali, equivale a dirottare gli acquisti dei consumatori verso l'e-commerce che, a differenza dei negozi tradizionali, non subisce alcun vincolo o limitazione".

Di Maio tuttavia ci rassicura, dicendo che il 25% degli esercizi commerciali resterà comunque aperto nelle città a discrezione dei vari sindaci.
Benissimo.
Così, per esempio, se uno abita a Roma nord e deve comprare il latte magari gli tocca oltrepassare il Raccordo anulare e andare a Roma sud.
Fa prima a scrivere una lettera a Babbo Natale e aspettare che gli porti il latte.

Cosa dire?
A questo punto benvenuto e-commerce: viva Amazon, IBS, Zalando e tutti i negozi on line esistenti al mondo, che ti portano anche la spesa alimentare a casa.
E grazie ancora, Di Maio, per aver dimostrato quanto si può essere cretini e incompetenti in questa nostra Italia.