Il recensore più "onesto" è lui, tutti gli altri son nessuno (secondo lui)!


C’era una volta Sherlock Holmes, e c’è ancora.
Anzi, ci sono tantissimi Sherlock Holmes e si nascondono tutti nella rete (in questo caso nella blogsfera): sagacissimi indagatori del “para-a-normale” che da anni svolgono importantissime e rilevanti indagini nel mondo dei blogger.
Indagini blog-genetiche, investigazioni su strani flussi di dati alieni, e adesso anche inquietanti dossier... sui libri, in modo particolare sulle recensioni.

Ho trovato infatti un post su gplus, di cui vi lascio il link per andare a leggervi l’articolo.
Questo novello investigatore del “para-a-normale” che ha appena ereditato il blog da un precedente proprietario, ha fatto una scoperta che mi ha cambiato la vita e che rivoluzionerà anche le vostre.
Sicuramente vi starete chiedendo se si tratta di scoprire chi ha incastrato Roger Rabbit o se è meglio un uovo oggi o una frittata domani, se Cannavacciuolo è meglio di Ramsay...
Niente di tutto questo.
Le geniale scoperta risultato di anni di indagini, come afferma Sherlock, è questa: chi recensisce libri sui propri blog è di dubbia onestà, mentre lui è l’unico onesto.

È una scoperta sensazionale, non vi sentiti anche voi illuminati come me?
È fantastico scoprire che chi, parlando di libri, non scrive frasi come queste "pensavo fosse bello e invece mi ha deluso", "non buttateci soldi", o cose così non è un recensore attendibile e onesto.

Il discorso poteva anche starci, se a farlo fosse stato qualcuno totalmente esterno al settore.
Siccome chi ha scritto il post è a sua volta un recensore, mi sa tanto di para-gnostico.
Mi sembrano un po’ quei reality che vanno tanto di moda in televisione sulla ristorazione, l’arredamento (scegliete voi la categoria) dove a giudicare sono gli esperti del settore.
Ovvio che tutti fanno pena tranne il tizio in questione che vuole mettersi in luce: tutti fin****i col c**o degli altri!

Per rafforzare il suo discorso, Sherlock dei libri porta anche delle motivazioni serissime.

“-Questi blogger recensiscono solo ciò che trovano di loro gusto, ciò che hanno davvero amato leggere (e nel caso lo specifichino agli autori e alle Case Editrici prima di procedere, va benissimo):
-Questi blogger hanno una fortuna sfacciata, tutto ciò che viene loro proposto incontra subito il loro gusto, non si sono mai trovati davanti una ciofeca (poco probabile, ma pur sempre possibile)
-Questi blogger non hanno gusto, nel senso che non hanno opinioni (ma a questo punto, che recensiscono a fare?)
-Questi blogger fanno marchette (eh sì, mi dispiace)
-Questi blogger hanno paura
Sì, paura: paura di non vedersi più offrire manoscritti dagli autori o dalle Case, paura di passare per i cattivi della situazione...

...oppure paura di uscire fuori dal coro.

Il che ci porta all'altra nota dolente: l'indipendenza di pensiero fra i book-blogger.

L'impressione che mi sono fatto in questi mesi (e che altri blogger hanno in un certo senso confermato) è che in alcuni casi si siano create delle vere e proprie cricche, nelle quali il dissenso viene visto molto, molto male.”

Francamente queste teorie complottiste mi sembrano tutte facenti parte di un discorso da paraculati.
Se il nuovo Sherlock del “para-a-normale” voleva mettersi in mostra, poteva farlo senza instillare il seme del dubbio verso tutti coloro che fanno recensioni amatoriali o professionali.
Poteva benissimo dare prova della sua bravura con tante recensioni “oneste” come gli piace definirle, ma fare recensioni oneste non significa dover massacrare un autore o un libro solo perché non è piaciuto o solo perché in privato gli è stato fatto notare da altre menti occulte della blogsfera.

Da lettrice, molto selettiva fra l’altro perché se un libro non mi piace lo motivo sempre, a questo punto voglio che Sherlock si assuma le sue responsabilità e faccia i nomi dei blogger che secondo lui non sono onesti con relative motivazioni.

Altrimenti questa è un’altra indagine para-gnosta da mettere nel calderone di tutte le indagini “para-a-normali” che stanno fiorendo in rete.
Resto in attesa che il prossimo Sherlock sia davvero un detective serio e che mi sveli finalmente il più grande mistero irrisolto: chi era veramente la moglie del Tenente Colombo?

Piccola equazione:
Denigrare gli altri + mettersi in evidenza = Poca credibilità