Sopravvivere alla calata degli Unni!


Finalmente a casa, dopo un’interminabile serie di turni non stop al centro commerciale.
Niente più carrelli all’orizzonte.
Niente più gente che si aggira fra le corsie dell’ipermercato impazzita come gli squali durante la frenesia alimentare a caccia di pandori, panettoni, cotechini, cappelletti da fare in brodo, pesce per la sera della Vigilia, carne per gli arrosti, dolci, dolcini e dolcetti, regali, cellulari, giocattoli...

Penso che qualche notiziario in televisione debba aver previsto un’imminente carestia nel 2019 oppure un attacco alieno altrimenti non si spiega il motivo di tutta questa furia ansiolitica e compulsiva che spinge la gente a comprare, comprare e comprare.
Una mia collega che lavora nell’ipermercato da molto più tempo di me mi ha rassicurato dicendo che è normale, e che quest’anno non c’è nemmeno stato un grande aumento degli acquisti da parte dei clienti.
Sarà ma a me non sembra normale.

immagine presa dal web

Esiste a questo punto una legge antichissima e mai dimostrata scientificamente ma in ogni caso seguita da quasi tutti gli esseri umani che recita così: dal 24 al 31 dicembre bisogna avere in casa provviste per sfamare un esercito di soldati pronto a combattere la Terza, Quarta e Quinta Guerra Mondiale con una lussuosa serie di pasti degna di Lucullo e della sua compagine.

Poi leggo cose come questa:
“I fattori che possono rendere indigeste le vacanze natalizie, quanto le proverbiali abbuffate che le caratterizzano, sono vari: alcuni non sopportano l’aspetto consumistico, l’ansia dei festeggiamenti, la frenesia degli acquisti, la fatica degli obblighi sociali. Altri si coinvolgono intensamente nei preparativi e nelle celebrazioni, ma pagano un carico notevole di stress. Altri ancora sentono un indefinito senso di tristezza, malinconia, così diffuso da aver meritato un appellativo a livello internazionale: “Christmas blues” (tristezza natalizia).”

E per concludere mi imbatto anche in uno studio scientifico secondo il quale, siccome siamo etologicamente dei raccoglitori, è naturale avere una propensione per lo shopping e le spese fuori controllo.

Al che mi dico, non è che c’è qualche sostanza nell’aria che rende certa gente un po’... come dire, su di giri? Strafatta?
Perché per affermare certe cose non si possiedono tutti i venerdì ma nemmeno i restanti giorni della settimana.

In conclusione?
In conclusione ho deciso che mi godrò il mio Natale in santa pace, senza spese pazze e senza l’incubo dei carrelli strapieni che mi inseguono attraverso le corsie del supermercato.
Forse fa un po’ Grinch, ma è tanto più bello...

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