Gli "stitici emozionali"

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Niente è più brutto di una parola d’amore pronunciata freddamente da una bocca annoiata.
(Naguib Mahfouz)

Vi siete mai imbattuti in una persona “stitico emozionale”?
Per dirla in termini psichiatrici, avete mai conosciuto un anaffettivo?
Gli anaffettivi o stitici emozionali sono persone senza emozioni, che si comportano come dei robot nonostante non possiedano alcun circuito informatico ma sono persone esattamente come tutte le altre.
A volte il loro comportamento dipende da un trauma, a volte no.

E io proprio di questo tipo di persone oggi voglio parlare.
Quante volte avete incontrato, nel mondo reale o in quello virtuale, una persona che non vi trasmette niente?
A me è successo, motivo per cui ho inventato il termine “stitico emozionale” e per quanto ho provato a farmi andare a genio queste persone non ci sono riuscita.
Come puoi provare simpatia ed empatia per qualcuno che è più freddo di un iceberg, che qualsiasi cosa succeda è sempre e solo incentrato su se stesso, che vive tutto come se niente lo sfiorasse?

«La persona anaffettiva tendenzialmente si accetta così, a volte se ne fa vanto. Comunque sia, non pensa proprio a curarsi», dice Claudio Mencacci, psichiatra, direttore del Dipartimento di Neuroscienze Fatebenefratelli-Sacco a Milano. 
Spiega: «L'anaffettività è un sintomo importante che riconduce ad un’ampia gamma di disturbi della psiche. Che non riguardano soltanto la dinamica dei rapporti interni alla coppia e alla famiglia. Penso, ad esempio, agli a-empatici che fanno soffrire il prossimo e lo maltrattano con indifferenza. Ai narcisisti che considerano solo se stessi. Coltivano irragionevoli aspettative, a loro tutto è dovuto. Sono arroganti, presuntuosi. Spesso invidiosi». «Il disturbo schizoide della personalità - continua Mencacci - produce distacco dalle relazioni sociali, il poco interesse per la vita. Donne e uomini solitari, senza amici o confidenti. In una parola, anaffettivi». 
Non giova l’uso (e l’abuso) dei social network. Anzi. «Creano dipendenza e distraggono», osserva Vegetti Finzi [psicologa]. Alienazione e anaffettività, a quanto pare, si segnalano fra gli effetti collaterali dei social. Insomma, l’eccesso di possibilità di stabilire relazioni porterebbe a spezzarle più facilmente.
(leggere qui per approfondire)

Ci risiamo, si ritorna al Secolo del Narciso ovvero la società dopo il Duemila dove il narciso spopola e promuove una società senza valori, dove essere famosi e ricchi è più importante del possedere dei valori morali e un’etica di comportamento positiva e rispettosa.
Citando il celebre psicoanalista Alexander Lowen, autore fra le sue varie opere anche del saggio “Il narcisismo. L’identità rinnegata”, possiamo dire che l’anaffettivo, come il narcisista “è solo ed infelice e non può creare rapporti autentici perché non conosce i propri sentimenti.”
C’è una cura per questo?
La risposta è sempre una sola: file not found.

Conosco ormai l’incostanza di tutti i rapporti umani e ho imparato a isolarmi dal freddo e dal caldo in modo da garantirmi comunque un buon equilibrio termico.
(Albert Einstein)